Laymūn
17/08/2021
L’Afghanistan torna nuovamente ad occupare la prima pagina delle notizie estere, purtroppo ancora una volta con delle immagini raccapriccianti.
Sul palazzo presidenziale a Kabul, oggi sventola la bandiera bianca con la Shahada annuncia il ritorno dell’Emirato Islamico dell’Afghanistan e un salto indietro di venti’anni. I talebani che hanno ripreso il controllo del paese, colmando il vuoto lasciato da un governo debole e dal ritiro delle truppe statunitensi, hanno fatto esplodere il terrore in tutta la popolazione.
Le immagini strazianti della gente in fuga che affolla gli aeroporti, sperando in una salvezza aggrappandosi ai carrelli degli aerei in decollo, che fugge dalle città con qualsiasi mezzo, finendo imbottigliata in code infinite di auto, o semplicemente nascondendosi in casa pregando di non essere trovata, sono le immagini di chi ha già sperimentato l’orrore sulla sua pelle e farebbe di tutto per non tornare a viverlo. Persino morire.
La guerra in Afghanistan è stata la più lunga mai combattuta dagli Stati Uniti, con ingenti investimenti anche da parte di altre potenze mondiali (tra cui l’Italia). Eppure una disfatta così veloce da parte di un governo e un esercito sovvenzionati per quasi vent’anni ha lasciato molti stati, ciechi davanti all’evidenza, decretando il fallimento dell’intervento internazionale in Afghanistan.
Ma perché e come si è arrivati a questo punto? Come
sempre, spiegarlo in poche parole è difficile. Noi ci proviamo così.
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