LEANDRO BARSOTTI

LEANDRO BARSOTTI

Share

Cantautore negli anni Novanta (due festival di Sanremo, cinque album all'attivo, il successo nazionale di "Mi piace"). Autore del romanzo "L'amore Resta" e del libro di arte e aforismi "Love +" (in collaborazione con l'artista Seneca)

Life e spiritual coach
Meditazioni guidate e visualizzazioni per la crescita personale
Corsi di meditazione e sviluppo personale

Corso "Il codice dell'amore"

25/06/2026

"Meglio morto che gay"
Mirko Moriconi aveva 24 anni. Faceva il cameriere d'estate, sul litorale versiliese. In Toscana, la sua terra.

Il 12 ottobre 2022 scrisse sui social una cosa terribile: "Ragazzi è brutto pensare che un padre ti preferisca morto piuttosto che gay."
Non era solo uno sfogo. Era la verità di un figlio che aveva capito di essere un problema per chi lo aveva messo al mondo.

Mirko aveva un ragazzo. Lo aveva detto sui social, aggiungendo che suo padre non lo accettava. Non accettava lui.
Su TikTok, a un certo punto, aveva dedicato una poesia a sua madre Kety. Una poesia d'amore. Perché lei era la donna che lo capiva. Quella che lo amava a prescindere. Quella che ballava con lui nei video social. In uno, sono entrambi vestiti da donna. E ridono.

C'era anche una cuginetta che voleva vederlo. Ma dovevano farlo di nascosto, perché i pregiudizi dei nonni avevano impedito ai cugini di frequentarsi liberamente. Un ragazzo di 24 anni che incontra sua cugina di nascosto perchè è gay: siamo oltre alla logica.

Ieri, nella casa di famiglia a Pieve di Camaiore, suo padre Piero, 63 anni, ha preso il fucile da caccia. Ha sparato a Mirko. E ha sparato a Kety, intervenuta a difendere suo figlio. Lei è rimasta accanto a lui fino alla fine. Come aveva fatto per tutta la vita.

Quando i vicini sono arrivati sotto casa, Piero era sul tetto. Ha detto: "Mi sono liberato di loro."

Ci sono storie che chiedono di stare in silenzio un momento prima di commentare. Questa è una di quelle. Perché dentro c'è tutto: l'odio che si traveste da delusione, la vicinanza di sangue che diventa gabbia, una madre che sceglie suo figlio fino all'ultimo respiro, e un ragazzo che aveva detto esattamente com'era e che non era stato ascoltato da chi avrebbe dovuto farlo.

Mirko lo sapeva. Lo aveva scritto. Lo aveva detto.
Quella frase del 2022 è ancora lì, ferma.
Perchè chiunque possa leggerla e rileggerla.
L.

24/06/2026

Il prossimo appuntamento.

24/06/2026

Se vuoi qualcosa devi farlo accadere.
Darti una scossa, devi darti il via.
È la tua missione personale: quando si muove un desiderio dentro di te non serve pensarci troppo. Fai il primo passo.

Ci vuole molta forza per ricominciare da capo, ma lo devi a te stesso per diventare la persona che desideri.
Ci vuole coraggio.

Ma fidati della magia dei nuovi inizi.
Appena cominci, le cose prendono forma.
L.

21/06/2026

IL POTERE DI UN BACIO

Oggi portavo il mio cane al parco, come sempre. Una giornata qualunque. Su una panchina poco distante, c'erano due ragazzi.
Lui e lei. Le mani intrecciate, le teste vicine.

Per qualche istante mi sono fermato.
Non per loro, in realtà. Per quello che rappresentavano.
Perché ci sono immagini che hanno il potere di spalancare porte della nostra memoria rimaste chiuse per anni.

E dietro quella porta, per un attimo, c'eravamo noi.
Quelli che aspettavano il telefono fisso libero per chiamare di nascosto. Quelli che si davano appuntamento sotto un orologio, senza cellulare, fidandosi solo della parola data. Quelli per cui una canzone alla radio riusciva a fermare il tempo. Bastava sfiorare una mano per sentire il cuore accelerare. Un biglietto passato di nascosto poteva cambiarti la settimana. E un appuntamento, il fine settimana, era un'avventura che si preparava per giorni interi: che cosa mi metto, che cosa porto.

Viviamo in un tempo in cui i social ci mostrano soprattutto rabbia, polemiche, violenza, guerre, tragedie. Eppure, su quella panchina, c'era la prova che certe cose non sono cambiate. Che il mondo, nonostante tutto, continua a produrre piccoli miracoli identici a quelli che abbiamo vissuto noi. Due ragazzi che si tengono per mano non stanno semplicemente vivendo un momento.
Stanno scoprendo chi sono.
Stanno imparando a fidarsi, a emozionarsi, a sentirsi vulnerabili.
Stanno scrivendo un ricordo che, tra trent'anni, li farà fermare su una panchina a guardare altri due ragazzi.

Il primo amore passa. Il primo bacio passa. Gli anni passano, e passano più in fretta di quanto sembrasse allora. Ma la capacità di riconoscere la bellezza di quei momenti non dovrebbe passare mai.

E in un pomeriggio qualsiasi, in un parco qualsiasi, due ragazzi seduti su una panchina mi hanno ricordato che la vita, nonostante tutto, continua ostinatamente a fiorire.
A volte solo con il potere di un bacio.
L.

Telephone