Brainer
Giancarlo Bertoldi, medico neurologo, socio fondatore ed attuale Presidente della società. Sin da allora, l'azienda si è identificata con la mission di voler sviluppare programmi di training mentale e di riabilitazione cognitiva (fisioterapia della mente), che fossero clinicamente validati, destinati all’abilitazione cognitiva di soggetti affetti da patologie dementigene. Nel 2010, Brainer ha rice
28/05/2026
💭 “E se una persona che ami iniziasse a dimenticare tutto… tranne l’emozione che le fai sentire?”
L’Alzheimer non cancella solo i ricordi.
Cambia il modo in cui ci si guarda, ci si parla, ci si riconosce.
📖 “Che bella giornata speriamo che non piova” non è un libro medico.
È una storia vera che parla di un padre che si perde…
e di un figlio che impara a restare.
Non spiega la malattia.
La fa sentire.
E forse è questo il punto:
non capire tutto, ma non smettere di esserci.
🤍 Per chi vive, lavora o si prende cura di chi sta dimenticando.
27/05/2026
🔬 Ricerca clinica: la base della nostra affidabilità 🔒
Da Brainer, ogni progetto nasce con un obiettivo chiaro: offrire strumenti di riabilitazione cognitiva basati su solide evidenze scientifiche. La nostra ricerca clinica è il cuore pulsante del nostro lavoro, guidata da rigorosi protocolli e dalla collaborazione con esperti del settore. 🧠✨
✅ Perché fidarsi della nostra ricerca?
Collaboriamo con centri di ricerca e università riconosciuti a livello nazionale e internazionale.
I nostri progetti seguono standard metodologici elevati per garantire risultati affidabili e replicabili.
Ogni innovazione viene testata e validata attraverso studi clinici accurati, ponendo al centro i bisogni dei pazienti e dei professionisti sanitari.
🌍 Il nostro impegno è chiaro: contribuire al progresso nella riabilitazione cognitiva, combinando scienza e tecnologia per creare soluzioni efficaci, sicure e accessibili.
💡 Scopri di più sui nostri progetti e sulla nostra metodologia qui: www.brainer.it/progetti
Perché la fiducia si costruisce con la trasparenza e l’eccellenza. 💙
20/05/2026
Stimolazione cognitiva: perché non basta “tenere occupati” gli ospiti
Tenere un ospite occupato — un bingo, un film in tv, un puzzle — può sembrare sufficiente. ✅
Ma il cervello non ha bisogno di passare il tempo. Ha bisogno di significato. 💡
La differenza tra "occupazione" e stimolazione cognitiva vera sta tutta qui:
👉 È personalizzata sulla storia di quella persona?
👉 Chiede al cervello di fare qualcosa — ricordare, scegliere, creare, raccontare?
👉 Lascia una sensazione di aver fatto qualcosa che vale?
Non si tratta di attività più elaborate. Si tratta di attività più vere. 🌱
Nelle RSA e nelle strutture residenziali, questo cambia tutto: il tono della giornata, l'umore, persino la qualità del sonno e la gestione dei disturbi comportamentali. 🏠❤️
Cosa fate nella vostra struttura per andare oltre il "tenerli occupati"? 👇
18/05/2026
🧠 Questa settimana nel mondo delle neuroscienze
Due studi ci aiutano a capire meglio come iniziano e si diffondono i disturbi cognitivi.
🔹 Velocità di elaborazione
Il primo segnale del declino cognitivo spesso non è la memoria, ma il rallentamento con cui il cervello elabora le informazioni: risposte più lente, maggiore fatica e difficoltà nel seguire conversazioni.
🔹 Alzheimer e proteina tau
La proteina tau può propagarsi tra i neuroni, diffondendo il danno lungo le connessioni cerebrali e contribuendo alla progressione della malattia.
💡 Due scoperte diverse, un messaggio comune: riconoscere prima i cambiamenti del cervello è fondamentale.
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