Matematichiamo?
10/06/2026
Con tanti ringraziamenti a Physics Funny per questa perla...
08/06/2026
Dai ricordi di un'alunna della scuola Montessori degli anni '30...degli anni '30 capite? Forse viene dal futuro, dal 2030, altrimenti non si spiega...
"I miei ricordi della scuola Montessori sono come qualcosa di sereno, colorato, gioioso. L’aspetto pedagogico, la peculiarità del metodo e delle attività le ho potute invece comprendere quando, nei miei studi per diventare insegnante, incontrai le opere di Maria Montessori, medico e pedagogista.
Nei miei “ricordi”di scuola, l’attività di tutti i giorni era guidata da un senso di libertà. Non ricordo i rimproveri degli insegnanti: si lavorava in piccoli gruppi, con responsabilità comune e condivisa. La maestra controllava gli alunni e correggeva gli errori, spiegando a tutti, così tutti apprendevano, senza capo e senza esclusi. Ognuno collaborava con libertà.
Le aule erano luminose, non chiuse da porte: dei muretti laterali delimitavano l’ambiente. La scuola era fornitissima di materiale comune, di tutti i bambini: non esisteva il “mio” e il “tuo”, tutto era “nostro”.
Non si davano compiti a casa e ognuno aveva degli incarichi precisi da svolgere, con turni settimanali indicati su un grande tabellone. I turni erano per il servizio della merenda, per quello del pranzo,per riordinare le aule e per curare fiori nei vasi che ornavano l’aula. Noi bambini collaboravamo anche con le cuoche della mensa e loro erano parte integrante del nostro percorso educativo.
Il materiale lo ricordo benissimo: il campanellino, il cartello “SILENZIO”, il cestino delle poesie scritte e illustrate, la scatola delle forme geometriche, i cassetti per i quaderni, fogli, matite, penne e altro. I grembiuli li cambiavamo spesso ed erano sempre di colore allegro.
La protettrice delle scuole montessoriane era la principessa Maria Jose’ di Liegi, consorte del principe Umberto I di Savoia, e ricordo molto bene quando la principessa venne a visitare la mia scuola, sita a Roma, in viale Angelico. Poi nel 1934, mentre frequentavo la IV Classe, la scuola fu chiusa e dovetti iscrivermi alla statale Cristoforo Colombo, dove noi “alunni montessori” fummo accolti con diffidenza manifesta e considerati alunni “di scarto”. Ma ci tengo invece a precisare che la nostra preparazione ci consentì di sostenere agevolmente l’esame di stato e di non frequentare la V classe elementare"
Montess Casa dei Bambini Scuola Montessori - Via Arosio Milano Vivo Montessori Metodo Montessori Scuola Montessori Opera Nazionale Montessori - Italian Montessori Institution Montessoriacasa Montessori Scuola Pubblica Associazione di Promozione Sociale
07/06/2026
C'è stato un tempo in cui Maria Montessori diceva frasi come:
"Quando si parla del bambino gli animi si raddolciscono; l’umanità intera condivide l’emozione profonda che viene dal bambino.
Il bambino è una sorgente d’amore; quando lo si tocca, si tocca l’amore.
Il più grande segno di successo per un insegnante è poter dire: i bambini stanno lavorando come se io non esistessi.
La scuola è quell’esilio in cui l’adulto tiene il bambino fin quando è capace di vivere nel mondo degli adulti senza dar fastidio.
Una prova della correttezza del nostro agire educativo è la felicità del bambino.
Molto si è parlato in questi ultimi tempi dei diritti dell’uomo, e specialmente dei diritti del lavoratore, ma è giunto il momento di parlare dei diritti sociali del bambino.
Il bambino è un corpo che cresce e un’anima che si svolge.
Mai aiutare un bambino mentre sta svolgendo un compito nel quale sente di poter avere successo.
Per insegnare bisogna emozionare. Molti però pensano ancora che se ti diverti non impari"
Eravamo a cavallo tra il 1800 e il 1900 eppure sembrano parole di ieri, parole che ancora oggi non trovano realizzazione".
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