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Photos from CO.F.fee-only's post 07/06/2026

🏆 CLASSIFICA MAGGIO: Chi è in testa al Concorso di Educazione Finanziaria?

Anche Maggio si è concluso ed è tempo di guardare i numeri!

Il quarto (e penultimo) mese intero di competizione ci ha mostrato l’effetto di mercati estremamente (forse troppo) positivi sui portafogli degli investitori.

In fondo al post troverete l’elenco dei Top 10 che guidano la classifica, in base all'Indice di Sortino (premiando chi ottiene rendimento minimizzando la volatilità negativa).

Perché utilizzare l’indice di Sortino quale criterio per la classifica e non il rendimento?
Perché il rendimento dice quanto hai guadagnato, mentre il Sortino dice quanto bene sei stato remunerato per il rischio di perdita che hai sopportato. In pratica, con Sortino si premia chi vuole preservare il capitale e limitare i ribassi. Vediamolo con un esempio.
Immaginiamo due portafogli: il primo fa +30% all’anno 1, -10% all’anno 2; il secondo +13% e +5%.
Con Sortino verrebbe premiato il secondo portafoglio per la stabilità dei risultati (meno ribassi), anche se il rendimento è stato inferiore.

E questo esito lo vediamo proprio nella classifica di questo mese: il primo in classifica (portafoglio “Santana” ha un Sortino pari a 6,32 e un rendimento di 6,77% (ottavo nella graduatoria per rendimento), con una perdita massima solamente di 1,73%; il primo nella classifica per rendimento (portafoglio “Alfa”, +11,58%) risulta solo sesto nella graduatoria per Sortino, con una perdita massima di ben 4,97%.

La straordinaria curva dei rendimenti di “Santana” (riportata sotto) è infatti quasi una linea retta nonostante i ribassi del mese di marzo.

QUESTO MESE SVELEREMO LA COMPOSIZIONE DEL PORTAFOGLIO DEL PRIMO IN CLASSIFICA.

Qual è il segreto di questo portafoglio? La BASSA CORRELAZIONE tra gli strumenti utilizzati. La matrice di correlazione viene riportata in fondo al post. Essa svela anche quali sono gli ETF che costituiscono il portafoglio.

P.S. Da luglio 2026 si potrà aderire al secondo concorso di EDUCAZIONE FINANZIARIA con scadenza dicembre 2026.

Tutti i partecipanti hanno accesso al proprio portafoglio e relative analisi tramite la piattaforma FidaWorkstation.

25/05/2026

POST PER INVESTITORI – PARTE 4

Siamo al punto più complesso da affrontare, sia dal punto di vista di chi espone, sia da quello di chi deve metterlo in pratica.

Quello degli strumenti da inserire nel cassetto a basso rischio.

Riprendendo l’esempio di chi avendo oggi 100K, volesse raggiungere l’obiettivo di ottenere 150K tra 10 anni, vediamo che soluzioni potremmo avere.

Potremmo pensare di acquistare titoli di stato a 10 anni. In questo caso avremmo due ordini di problemi: raggiungere una adeguata diversificazione per emittente e le conseguenze di un eventuale rialzo dei tassi.

Serve diversificazione perché ciò che è sicuro oggi non è detto lo sia tra 10 anni (esempi ne abbiamo molti: Argentina, Grecia, Parmalat, Cirio, Lehman, ecc.). Inoltre, un rialzo dei tassi potrebbe portare perdite indesiderate, tali da mettere in pericolo il nostro profilo di rischio.
Se il mercato azionario perdesse il 30% e i tassi si alzassero anche solo dell’1% ci troveremmo prossimi alla perdita massima che non desidereremmo mai raggiungere.
E allora addio serenità.

Con gli ETF a lunga scadenza non avremmo il problema della diversificazione ma rimarrebbe, anzi, sarebbe ancora più grave, il problema rialzo dei tassi.

Quindi? Da un paio d’anni sono nati degli ETF che risolvono buona parte dei problemi. Investono in obbligazioni societarie H Y con durata massima tre anni e ogni tre anni rinnovano il portafoglio automaticamente senza che l’investitore debba far nulla.
Si riduce così drasticamente il problema tassi e pure quello emittente. Sono sì obbligazioni H Y ma ciascuna obbligazione non pesa più del 3% nel portafoglio e la visibilità di rimborso di un titolo a tre anni è senz’altro superiore a quella di un titolo decennale. I costi di gestione sono un po’ più alti, ma non ci sono più costi di compravendita e si semplifica la gestione dei titoli.

Se a questo ETF aggiungiamo in portafoglio un paio di ETF governativi con scadenze abbastanza brevi (ad esempio 1-3 anni e 3-5 anni) in percentuali minori, con soli 4 strumenti in portafoglio (un azionario e tre obbligazionari) ci troviamo con circa 2.300 azioni, 35 obbligazioni societarie HY, 30 titoli di stato in euro 1-3 anni, 70 titoli di stato 3 – 5 anni.

Buona diversificazione, rischi emittente e tasso molto limitati, facilità di gestione del portafoglio, costi molto bassi.

Dovremmo solo preoccuparci ogni tanto di verificare se sia il caso di consolidare i risultati e ribilanciare i titoli in portafoglio.

Che, se vorrete, vedremo come fare in un prossimo post.

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