Informacibo
“Mangiare è una necessità, mangiare intelligentemente è un’arte” (François de La Rochefoucauld). In quest’epoca in cui è sempre più difficile destreggiarsi nel mare d’informazioni alimentari con cui siamo bombardati quotidianamente, la sfida è mettere tempestivamente ed esaurientemente sulla tavola imbandita del web notizie e approfondimenti utili a diventare lettori informati e consumatori consap
29/05/2026
🍷 Picnic tra i filari, wine trekking, yoga in vigna e degustazioni al tramonto: 2026 torna il 30 e 31 maggio con centinaia di esperienze in tutta Italia.
Da semplice visita in cantina a viaggio nel territorio: oggi l’enoturismo unisce vino, paesaggio, gastronomia e benessere, trasformando le aziende vitivinicole in luoghi da vivere lentamente.
Secondo il CESEO dell’Università LUMSA, l’enoturismo italiano vale già 3,1 miliardi di euro e continua a crescere.
Un segnale chiaro di come il vino sia diventato sempre più esperienza culturale oltre che prodotto.
Noi abbiamo raccolto tutto quello che c’è da sapere su Cantine Aperte 2026: regioni coinvolte, attività, costi e nuove tendenze dell’enoturismo italiano.
👉🏻Trovi l’articolo completo su InformaCibo.
✍️ .davini
Quale esperienza vorreste provare tra picnic, trekking o degustazione in vigna?
Informacibo
27/05/2026
🐟 Il modo in cui mangiamo pesce in Italia sta cambiando.
Da una parte cresce il sushi, che ha trasformato il salmone in un alimento quotidiano e non più “da occasione”.
Dall’altra, calano lentamente quei gesti che per anni hanno fatto parte della cucina domestica italiana: l’ammollo del baccalà, le preparazioni lunghe, le ricette tramandate in famiglia.
Oggi il pesce è sempre più ready to eat, veloce, pratico, pensato per ritmi di vita diversi.
Non significa necessariamente che la tradizione stia sparendo. Forse si sta semplicemente adattando a un nuovo modo di vivere il cibo, tra consumo veloce, fuori casa e poco tempo in cucina.
Ma la domanda resta aperta:
quanto può semplificarsi una tradizione prima di trasformarsi completamente?
Nel carosello vi raccontiamo cosa raccontano i nuovi dati sul consumo di pesce in Italia tra retail, sushi e prodotti pronti. 📊
Secondo voi stiamo evolvendo il nostro modo di mangiare… o stiamo perdendo qualcosa? 👇
25/05/2026
🍝 Sembra un piccolo pasticcino salato. Invece è pasta stampata in 3D.
Si chiama Artisia ed è il progetto di 3D Food, startup del gruppo Barilla che sta provando a ripensare uno dei simboli più iconici della cucina italiana. Non più soltanto primo piatto, ma finger food da aperitivo, da servire come una tartina gourmet.
Petali, stelle marine, cuori, ricci di mare, alberi di Natale: la pasta diventa design, esperienza visiva e racconto conviviale. Si cuoce come una normale pasta, ma poi viene farcita con ingredienti dolci o salati e servita in piccoli bocconi da mangiare con le mani.
Ma la riflessione interessante è un’altra: cosa sta diventando oggi la pasta?
Per secoli è stata sinonimo di primo piatto, convivialità domestica e tradizione regionale. Artisia invece la trasforma in un oggetto narrativo e visivo, pensato non solo per essere mangiato, ma anche fotografato, regalato e condiviso.
È l’incontro tra cucina, design e tecnologia. E forse il segno di una gastronomia contemporanea sempre più legata all’esperienza, all’effetto sorpresa e alla socialità del cibo.
La provereste oppure per voi la pasta deve restare un primo piatto? 👀
23/05/2026
🍺 Il punta tutto sulla provincia.
Non quella stereotipata, ma quella dei bar dove ci si conosce per nome, delle partite a carte, dei karaoke improvvisati e delle chiacchiere al bancone.
Con la nuova campagna “Made in Provincia”, Poretti trasforma il bar di paese in un simbolo di socialità italiana e mette al centro anche un altro tema interessante: il luppolo coltivato in Italia, sempre più usato come elemento distintivo della produzione.
Per l’occasione a Milano nasce anche un temporary bar da .brera , tra calcio balilla, stand-up comedy e serate firmate .
👉🏻Più che una campagna birraria, sembra il tentativo di riportare al centro un’idea di convivialità semplice e quotidiana, molto italiana.
Secondo voi il bar di paese è ancora un luogo importante di socialità oppure sta scomparendo? 👇
22/05/2026
Gastronomo, giornalista, scrittore e fondatore di , è stato una delle figure più influenti della cultura gastronomica contemporanea.
Ma ridurre Carlo Petrini al “fondatore di Slow Food” sarebbe troppo poco.
Ha cambiato il linguaggio con cui parliamo di cibo, territorio, agricoltura e sostenibilità. Ha insegnato che mangiare non è solo nutrirsi: è un atto culturale, sociale e politico.
Nel corso degli anni Petrini ha dato vita a progetti che hanno lasciato un segno concreto nel mondo dell’enogastronomia.
Nel 2004 Terra Madre, una rete internazionale che riunisce contadini, pescatori, allevatori, cuochi, accademici e consumatori con un obiettivo comune: produrre e distribuire cibo rispettando ambiente, tradizioni e territori.
Nello stesso anno l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, la prima istituzione accademica al mondo dedicata a uno studio interdisciplinare del cibo.
E poi ci sono i Presìdi Slow Food: comunità che custodiscono coltivazioni rare, tecniche tradizionali e produzioni artigianali che rischiavano di scomparire.
Forse una delle eredità più importanti lasciate da Petrini: aver dato voce a persone, territori e saperi che il mondo moderno stava dimenticando.
La ricompensa più grande, per chi ha seguito il suo lavoro, è stata proprio questa: conoscere realtà uniche, produttori straordinari e culture alimentari che senza quel movimento forse non avremmo mai scoperto.
“Chi semina utopia raccoglie realtà” era uno dei suoi motti più celebri.
E oggi molte di quelle utopie continuano a vivere nelle comunità, nei mercati, nelle cucine e nei territori che ha contribuito a proteggere.
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