Musei e birrette
23/01/2026
In questi giorni a Parigi si può fare una bella esperienza. Con quaranta minuti si va a Fountainbleau a vedere il castello, posto piacevole, soprattutto per il giardino e il parco. Oggi pioveva a dirotto, bene ma non benissimo. Il castello é tutto sommato ben conservato e la galleria, la sala da ballo e parte dello scalone conservano ancora pitture e stucchi di Rosso, Primaticcio e Niccolò dell’Abate. Quanto rimane ci fa capire la grandiosità della scelta, la straordinaria qualità degli artisti e un po’ ci fa odiare Napoleone che poi ha stravolto tutto. Mamma che belli gli stucchi, pieni di giochi stupendi, di animali che ci guardano e di figure di un michelangiolismo dolce. Poi torni a Parigi e all’Ecole dea Beaux Arts puoi vedere una mostra con la loro collezione di disegni e stampe proprio da Fountainbleau. I tratti di Rosso e Primaticcio sono pazzeschi, però la mostra é un filo deludente perché avrebbero dovuto segnalare quale fosse l’affresco riferito a quello studio o a quell’Acquaforte. Bastava una fotina nella dida. Va bene che tante cose sono andate perdute, però sarebbe stata un’accortezza utile. Bellissima la serie di incisioni che dimostrano come il re avesse assunto degli artisti proprio per diffondere le immagini del suo castello. E poi? E poi birra! Grimbergen bionda media, una belga con un retrogusto dolce e delicato che con gli stucchi ci va a nozze!
22/01/2026
Al Musée Jaquemart André organizzano sempre mostre intelligenti e quest’anno é la volta di George De La Tours. Pittore pazzesco e famoso, tanto che é difficile godersi la visita per la quantità di gente che c’è dentro. Meno male però, vuol dire che il nostro mondo non è ancora scomparso (almeno non del tutto). La mostra non è strepitosa, ci sono anche copie e opere di bottega di cui solo in rari casi ne è spiegato il motivo. Certo, quando l’originale è perduto, va bene anche la versione di bottega, ma altrimenti boh. Poi avrei messo qualche pittore necessario per spiegare la grandezza di George. Certe cose vanno anche vicine a Rembrandt per esempio (che è più giovane di una quindicina d’anni) ma la materia rialzata è proprio la sua. Comunque, pittore stupendo! Le notti silenziose e teatrali sono il grado massimo della comprensione di Caravaggio, la vita che pulsa nel doppio ritratto dei mangiatori di piselli é commovente. Il colore campito largo ma magro sul pennello è stupefacente. E poi, il San Giacomo dell’apostolato, non anticipa Manet? Di due secoli e mezzo! Edwuars sapeva dove guardare. E quindi con tutta questa Francia si va da Solferino nella rive gauche a mangiare soup d’onion e bere una stupenda birra belga. Bionda e fresca. L’ultima volta qui eravamo con e vi ricordate?
11/11/2025
Pavia noi ce la ricordiamo solo per “In questa città” degli 883, diciamolo. Però quando pensiamo a che il giovane Gentile stava lì e frequentava Gian Galeazzo Visconti, allora la situazione cambia e quindi il castello (anche un po’ in mezzo a quella nebbiolina tipica, diventa stupendo. Cioè, lo è! Un museo bellissimo e grande che oggi ospita la mostra del centenario della battaglia del 1525. Sono proprio i lanzichenecchi del sacco di Roma, quelli rappresentati sugli arazzi di Capodimonte. Illuminati un po’ radente e si fa un filo fatica a leggere tutto, ma il colpo d’occhio è clamoroso. Prima però si spiega una mostra bella e intelligente, che parte dal Donato De Bardi di Brera con gli altri pezzi del polittico (già visti al poldi pezzoli) e vicino la paletta di Foppa è stupenda. La pittura lombarda è tutta luce metallica che accarezza ritratti e leviga le superfici, così come fa Bergognone. Ovviamente la parte sulla Certosa è interessante e rivedere di nuovo il Dio padre di Perugino è sempre bello. Ma che pittore! E accanto Fra Bartolomeo con Mariotto, una tavola ciascuno. Le sculture di Amadeo sono sempre tirate e scarne ma di una qualità fuori dal comune. C’è anche una pala in fondo che ti fa far pace con Giampietrino, perché sembra sempre un po’ noioso, ma invece qui è bello e pieno di idee. Poi la sala col modellino (modellone) è stupenda e c’è anche la stampa Prevedari! Vale il viaggio solo quella. Era tardi ma siamo riusciti a fare una scappata a vedere la Malaspina e a salutare Gentile, appunto, e anche quella meraviglia di Giovanni Bellini (si, pure Antonello e tutti gli altri). Quindi non abbiamo avuto tempo per un buon rosso di Oltrepo Pavese, vini che andrebbero rivalutati, come la città (magari chiediamo consiglio a )! #1525
09/07/2025
Era tanto tempo che non si tornava al Museo Diocesano di Fermo, spesso chiuso o aperto a singhiozzo. E anche un po’ datato, ma sempre utile una visitina. Tra la fila enorme di argenti, con qualche calice bello, di paramenti sacri a volte superbi come il bellissimo piviale medievale (senza didascalia, ma sarà del 200) che ti fa venir voglia di studiare i ricami antichi, ci sono tanti dipinti tra sei e settecento anonimi, che andrebbero studiati. Magari segnalare le copie, come il Cristo da Carlo Dolci, la Madonna da Maratta e la deposizione da Barocci, sarebbe utile. E in fondo nella sala più in basso le tavole. Ecco, queste sono le cose più interessanti. Marino Angeli a me sta simpatico (anche questione di famiglia, per ca**tà) ma dimostra di saper usare l’oro come i grandi! Certo che da queste parti nel Quattrocento dovevano avere un sacco di soldi, c’erano già gli scarpà? E si potevano permettere polittici grandiosi con cornici alte alte e tutte decorate, come quelle di Giovanni di Stefano, di cui un po’ di pezzi sono rimontati alla bell’e meglio in questo polittico pastiche di Marino. Vittore Crivelli viveva a Fermo, mica scemo, e quindi lavorava tantissimo per la città e il contado. Il polittico tardo con Sant’Elpidio ha la lamina d’argento per la cotta di maglia di questi, una Immacolata al centro bella precoce e la cornice all’antica, come aveva fatto per Monte San Martino e Sant’Elpidio a Mare. Certo che sta lontanissimo dal fratello, però pure lui ci prova a diventare più moderno, bravo! Marco di Paolo è una delizia, con quelle faccette puntute tutte veneziane, ci piace. E poi tante cose da vedere e da studiare, come il messale de di Giovanni di Ugolino da Milano col fondo della Madonna in argento e questa stauroteca con miniature nei bracci, come la famosa croce di Atri. Sono veneziane anche queste figurine? Arrivava tutto via mare e quindi al mare si va a mangiare. Dove? Da .0 a porto Sant’Elpidio dove ci sono ragazzi volenterosi e bravissimi e lo chef sa proprio il fatto suo. Il carpaccio di tonno è una roba spaziale! Ma tutto è ottimo, con un bel vino bianco della zona, meglio un verdicchio!
06/06/2025
Il castello di Wawel a Cracovia è molto ma molto bello! Un complesso con più musei,a cattedrale cattolicissima e tanti servizi. E poi la collezione Lanckoronsky, che è una di quelle cose che avrei sempre voluto vedere. L’angelo di Simone ha il volto un po’ sciupato, ma la veste notevole, la Madonna di Bernardo Daddi ti fa fare pace con questo pittore che è sempre un po’ uguale, ma è di grandissimo mestiere e l’angelo che incassa la testa per suonare il violino, di spalle, è una gran bella invenzione. Due Vittore Crivelli della fase Zarina fanno un po’ ripensare il pittore, non solo a rimorchio del fratello, ma tanto legato a Padova. Poi frammenti di tante altre cose, una bella Madonna di Sano di Pietro con una serie di santini entro tondi alla base, che sembra copiare o interpretare un’icona. Ma nella collezione l’highlight è il dipinto di Dosso, che si era visto a Ferrara qualche mese fa, ma quelle farfalle sono indimenticabili. Belle le due Madonne di Giovanni da Piamonte e del Maestro di Pratovecchio una accanto all’altra, ti viene voglia di studiare ancora la pittura di luce. I cassoni? Dopo il bel libro di Mattia Vinco c’è poco da dire. E quindi birra! Solo birra perchè ho scoperto che la cucina polacca è a base d’aglio, che per me è come la kriptonite! Quindi le loro pils vanno benissimo!
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